E’ stato assolto  il presunto “torturatore di gatti”, accusato di aver scuoiato, ucciso e infine abbandonato davanti al cancello di una scuola un gatto nero. Le accuse che hanno visto imputato un giovane di 23enne, sono occupazione abusiva di proprietà privata e uccisione di animali. Cade quest’ultima accusa, mentre per l’occupazione abusiva di garage il giudice Noviello ha “comminato” una multa pari a seicento euro. Soddisfazione da parte del difensore, l’avvocato Franco Libori, per l’esito della sentenza.

L’avvocato Gemma Bracco, parte civile per la Lav – Lega antivivisezione italiana sezione Perugia, commenta: “Siamo delusi e preoccupati perchè l’accadimento dei fatti e le sevizie subite dei gatti denotano pericolosità sociale che allarma. Poi è chiaro, le sentenza vanno rispettate. Anche quando non si condividono”. 

“Siamo in una società di diritto quindi accettiamo la sentenza – spiega la responsabile della Lav Perugia, Graziella Gori – ma faremo tutto quello è a nostra disposizione dal punto di vista legale per avere giustizia, non ci dobbiamo fermare qui..dobbiamo capire quale sia la strada da seguire. Noi però vogliamo giustizia e ancora giustizia non c’è stata. Dentro quel garage c’era un’attrezzatura raccapricciante, quindi noi andremo avanti. Avevamo chiesto anche al Sindaco di emanare una ordinanza di divieto e possesso di altri animali per l”imputato, ma ci ha risposto che non era possibile”.

“Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza ma chiediamo da subito al Pubblico Ministero di ricorrere in appello contro questa incredibile sentenza”, questo il commento di Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari, alla notizia della sentenza emessa oggi dal Tribunale di Perugia. “Ci auguriamo che la riapertura delle indagini porti piena luce su ciò che è avvenuto nel garage degli orrori dove, alla luce della strumentazione, e dei resti di altri gatti rinvenuti, presumibilmente si sono consumate altre raccapriccianti uccisioni”.

Il pubblico ministero Formisano, nella scorsa udienza, aveva chiesto una condanna a otto mesi pena sospesa, mentre l’avvocato difensore del giovane, Franco Libori, aveva chiesto l’assoluzione per “l’assoluta mancanza di prove per quanto riguarda l’uccisione del gatto ritrovato davanti alla scuola. Mentre per il reato di occupazione abusiva, “gli indizi non sono sufficienti a carico dell’imputato”. La difesa si era i inoltre opposta a supplementi di indagine e alle richieste di misura di sicurezza personale avanzata da una delle parti civili. Il giudice, che depositerà le motivazioni della sentenza entro 60 giorni, ha rimandato gli atti al pubblico ministero.

All’interno del garage che secondo l’accusa avrebbe occupato abusivamente, vennero ritrovati inquietanti strumenti per le sevizie: una ghigliottina in legno, siringhe, macete, accette, forbici da giardini, coltelli, fascette in plastica, cavi elettrici, pugnali di varie dimensioni, roncole e similari, provette di uso sanitario. Un vero e proprio “set dell’orrore”. L’indagine era iniziata il 29 settembre 2014 quando i Carabinieri di Castel del Piano intervennero  presso una scuola dell’infanzia del territorio dove era stata segnalata la presenza della carcassa di un cucciolo di gatto scuoiato ed appeso sulla parte superiore del cancello pedonale del plesso scolastico.

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