Venerdì, 16 Ottobre 2015 15:54

matteo renzi Con le risorse rcuperate, vengono totalmente disattivate per il 2016 le clausole di salvaguardia: non ci sarà il temuto aumento dell’IVA.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016).

Detrazioni fiscali- Oltre ad essere cancellata l’ipotesi di aumento dell’IVA, la spending review varrà ‘solo’ 5 miliardi, cifra inferiore rispetto a quanto preventivato, ma che intanto lascia intatte le  tax expenditures (detrazioni fiscali). La spending sarà composta, fra le altre voci, dal 3% di tagli ai ministeri e dall’introduzione dei costi standard per gli acquisti di beni e forniture a partire dalle spese informatiche.

Professionisti a ‘regime dei minimi-
La norma viene modificata per ampliare l’accesso al regime fiscale forfettario di vantaggio . La soglia di ricavi per l’accesso a tale regime viene aumentata di 15.000 euro per i professionisti (portando così il limite a 30.000 euro) e di 10.000 euro per le altre categorie di imprese. Viene estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro. Per le nuove start up viene previsto un regime di particolare favore con l’aliquota che scende dall’attuale 10% al 5% applicabile per 5 anni (anziché 3 anni). In attesa di una riforma strutturale sulla fiscalità delle società di persone, aumenta la franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia di imprese da 10.500 a 13.000 euro.

Il contante- La soglia per i pagamenti in contanti sale  a 3.000 euro. Una misura definita dal premier «di semplificazione», che possiamo permetterci avendo costruito nel frattempo «un’infrastruttura di lotta all’evasione». Attualmente la soglia massima per il pagamento in contante è di 999,99 euro. Al di sopra di questa cifra, bisogna passare da uno strumento tracciabile come i bonifici bancari o postali, assegni non trasferibili e le carte di credito o debito.

Lo statuto dei lavoratori autonomi- Sempre sul fronte delle partite Iva, sarà varato uno statuto dei lavoratori autonomi. Il premier Renzi lo ha definito «un Jobs Act dei lavoratori autonomi», ossia una «misura organica che comprende fisco e nuove tutele» e, ha voluto precisare, è stato chiesto «da tutti i partiti della maggioranza». Conterrà diritti e regole rivolte a tutti i lavoratori autonomi e ai professionisti, con il dichiarato intento di far cessare quello stato di discriminazione di fatto nei confronti di tali due categorie, cui non si applicano molte delle tutele del lavoro dipendente. Sicché, da classe privilegiata, quella degli autonomi è diventata, nel tempo, una schiera svantaggiata, abbandonata e priva di garanzie proprie. Del Conte, consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio, durante l’incontro “Tuttolavoro” organizzato dal Sole 24 Ore.“Negli ultimi vent’anni il lavoro autonomo salvo quello del grande professionista, è stato spesso considerato una zona grigia, prossima all’elusione, perché non si è colta l’evoluzione del mercato del lavoro”.

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