Roma, 15 dicembre 2015 – Probabilmente servirà, in futuro, a curare cani e gatti con problemi alla bocca. Sicuramente avrà possibilità di sviluppo lungo il percorso per rendere  i nostri pet sempre più immuni da malattie. Certo è che si tratta di un’indagine singolare: i cani e i gatti – hanno accertato gli scienziati – bevono in modo diverso e sempre diversamente usano la lingua per tirare su l’acqua dalla ciotola. Si tratta di movimenti specifici che, per quanto alla vista possano apparire simili, in realtà sono quantomai diversi tra loro. Differisce, dicono sempre gli scienziati, il modo di raccogliere l’acqua per poi mandarla in gola. E non è solo questione di delicatezza (per i gatti) e irruenza (per i cani).   Non a caso i risultati di questo studio sono finiti tra quelli da IgNobel, ossia il premio che  viene assegnato annualmente a dieci ricercatori autori di ricerche “strane, divertenti, e perfino assurde”. Lavori improbabili che “fanno ridere ma  danno anche da pensare”. E, infatti, spesso i risultati di queste ricerche “alternative” vengono pubblicati anche su riviste scientifiche autorevoli.

Per tornare a cani, gatti e al modo di bere, lo studio è stato condotto dagli ingegneri del Virginia Tech College ed è stato pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas). Grazie a macchine macchine fotografiche ultra veloci e con l’impiego di simulatori, i ricercatori hanno messo sotto esame 19 cani di razze e taglie differenti per analizzare e ricostruire la meccanica con cui muovono la lingua per bere l’acqua. Ultimati i rilievi, le misurazioni, che tenevano conto della velocità della leccata e della quantità di liquido prelevato, sono state confrontate con quelle ottenute in un altro studio analogo portato a termine sui gatti. «I gatti vengono considerati in genere più precisi e ordinati, mentre i cani vengono visti come più disordinati», spiega il ricercatore Sean Gart, esperto di meccanica e ingegneria biomedicale. «In realtà – precisa – i cani hanno la necessità di accelerare di più la loro lingua per sfruttare le dinamiche della colonna d’acqua». 

Seppure cani e gatti abbiano, in comune, la caratteristica di dover muovere la lingua per bere perché non provvisti di guance in grado di consentire la suzione dei liquidi, il modo che hanno escogitato per ovviare all’incoveniente è diverso. Entrambi devono sfruttare l’inerzia dell’acqua però i cani immergono la lingua e la ritraggono più velocemente, piegandola in modo da formare una sorta di “cucchiaio” in grado di raccogliere più liquido e facilitare la risalita della colonna d’acqua. I gatti, invece, toccano delicatamente la superficie dell’acqua con la lingua senza immergerla: quando la riportano nella bocca, il liquido aderisce alla parte superiore formando un’elegante colonna d’acqua. 

Questo dicono gli scienziati. E, nella speranza che il risultato di questa ricerca serva ad aiutare qualche animale con problemi alla lingua, le riviste scientifiche ne hanno dato notizia. Anche se, impressione personale, bastava guardare un cane bere e un gatto fare altrettanto per arrivare alla matematica certezza che i due lo facessero in modo diverso.
Lorenzo Gallitto

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