Il 55% dei senior ha un animale da compagnia in casa. Oltre un anziano su due. Contro il 39% del 2015. È quanto emerge dalla nuova ricerca Over 65 e animali da compagnia di Senior Italia Federanziani e Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani). Il dato evidenzia il ruolo sociale degli animali da affezione in Italia e la conseguente importanza del loro riconoscimento in società.

Secondo il rapporto Assalco-Zoomark 2017 (Associazione nazionale imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia – Salone sui prodotti per animali da compagnia) si stima siano almeno 60 milioni i pet nel nostro Paese. In altre parole il rapporto cittadini-animali è di 1 a 1, un pet per abitante. Di questi quasi il 50% sono pesci, a seguire uccellini (21,3%), gatti (12,4%), cani (11,5%) e in percentuali più contenute piccoli mammiferi (3%) e rettili (2,3%). Per gli anziani si tratta di un compagno inseparabile, al punto da desiderarne la vicinanza anche in ospedale o in casa di riposo. Secondo la ricerca Over 65 e animali da compagnia, il 68% degli intervistati è convinto che il proprio animale domestico influenzi il proprio benessere fisico e mentale. Da qui l’idea di Senior Italia Federanziani e Anmvi di lanciare la campagna di sensibilizzazione Senior, adotta un senior! per incentivare l’adozione di cani adulti nei canili da parte degli over 65.

“Questi animali – spiega Roberto Messina, presidente di Senior Italia Federanziani – hanno meno chance di uscire dal canile ma, allo stesso tempo, sono spesso dotati di una docilità e di una propensione al binomio affettivo che ben si conciliano con lo stile di vita del loro ‘coetaneo’ umano”. Messina sottolinea anche come la promozione del binomio pet-senior può portare a ricadute positive sul Sistema sanitario nazionale. “I nostri studi – afferma Messina – dimostrano che il possesso di un animale domestico, unito a una corretta alimentazione, è un ottimo alleato nella prevenzione sanitaria in età geriatrica. Basti pensare che camminare anche solo un’ora al giorno con il proprio cane ha molte conseguenze positive come l’abbassamento della pressione, la riduzione del colesterolo, il miglioramento della circolazione sanguigna, la riduzione di perdita ossea, la diminuzione dei valori di glicemia”.

È significativo a questo proposito che la stragrande maggioranza degli intervistati (83%) nel rapporto Over 65 e animali da compagnia sia favorevole alle visite di animali a persone ricoverate in ospedale o residenze per anziani.  La ricerca rileva anche una crescita nel numero degli anziani che porta il proprio animale in vacanza con sé: il 44%, contro il 38% del 2015. Tuttavia quasi un terzo (30%) ha dovuto rinunciare al soggiorno perché non accettavano animali nella struttura.  

Per quanto riguarda le cure veterinarie, nonostante per la grande maggioranza degli intervistati (78%) conti “molto” che il proprio animale sia in salute e felice, almeno 1 su 3 (34%) confessa che non sarebbe in grado di affrontare un’eventuale spesa veterinaria imprevista di mille euro, mentre un altro 45% dovrebbe pensarci bene prima di affrontarla. Il presidente di Senior Italia Federanziani Messina, il presidente di Anmvi Marco Melosi e la presidente di Leidda Michela Vittoria Brambilla lanciano perciò un appello per la riduzione della pressione fiscale che grava sui possessori di animali domestici. Per esempio abbassando l’iva sui farmaci veterinari, i mangimi e le prestazioni veterinarie obbligatorie, e aumentando le detrazioni/deduzioni sulle spese.

“Questa ricerca conferma la crescente importanza del medico veterinario nel binomio over 65 e animale da compagnia – dichiara Marco Melosi, presidente Anmvi. I dati ci incoraggiano nel nostro ruolo professionale di mediatori socio-sanitari, all’interno di una relazione che si fa sempre più duratura e responsabile. Colpisce che più della metà degli over 65 conviva con un animale d’affezione ormai da più di cinque anni, un arco temporale piuttosto lungo che avvalora la continuità e la costanza dell’accudimento dichiarata dagli intervistati. L’80% degli over 65 porta il suo cane regolarmente dal medico veterinario affrontando una spesa di circa 100 euro all’anno, una spesa che proprio la regolare prevenzione permette di contenere entro la soglia della sostenibilità economica. Tuttavia, una spesa veterinaria straordinaria può mettere in difficoltà il bilancio del proprietario senior e incidere negativamente sugli equilibri anche affettivi del binomio. Ciò dovrebbe indurre i decisori politici a prendere seriamente in considerazione forme di sostegno economico. A nostro avviso, accanto ai comportamenti virtuosi già posti in essere dai proprietari anziani, si dovrebbero prevedere alleggerimenti fiscali spalmabili lungo tutta la durata del binomio over 65-pet”.

di Marianna Castelluccio

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26/07/2017 – 09:00 – Redattore: BS

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