Un importante fossile di ben 250 milioni di anni di Dinocephalosaurus, ovvero il ‘terribile testa di lucertola’, è stato rinvenuto in Cina e mostra un embrione all’interno del corpo di una madre, chiara prova di essere in presenza di un animale viviparo.

dinocephalosaurus

Ricostruzione artistica del probabile aspetto di Dinocephalosaurus (credit: Dinghua Yang)

Il professor Jonathan Aitchison, Direttore della Scuola di Scienze della Terra e dell’Ambiente presso l’Università del Queensland, Australia, co-autore della ricerca relativa, afferma che il fossile ha fornito la prima prova di esemplari nati vivi in un gruppo di animali che si pensava si riproducessero esclusivamente deponendo le uova.

“I mammiferi sono tutti vivipari; la madre ha una placenta per nutrire l’embrione in via di sviluppo all’interno del corpo”, afferma Aitchison . “Nascere direttamente dalla madre è molto comune tuttavia anche tra lucertole e serpenti, in cui i feti crescono al riparo del corpo materno e vengono alla luce senza la protezione del guscio di un uovo”.

Fino a poco tempo fa si riteneva che il terzo grande gruppo di vertebrati terrestri viventi, i coccodrilli e gli uccelli – appartenenti al gruppo più ampio degli Archosauromorpha – nascessero solo attraverso la deposizione di uova.

“La deposizione delle uova è uno stadio riproduttivo primitivo, ritenuto basilare per i rettili e per i loro antenati, gli anfibi e i pesci”, precisa Aitchison.

Il Dinocephalosaurus era un rettile marino insolito, dal lungo collo, appartenente al gruppo degli Archosauromorpha, che prosperò nei mari poco profondi della Cina meridionale nel medio periodo Triassico.

La sua dieta consisteva di pesce e la caccia alle prede era certamente favorita dal lungo collo, che poteva essere piegato agevolmente da un lato all’altro del corpo.

Il fossile è stato uno dei molti esemplari, sorprendentemente ben conservati, rinvenuti solo nella associazione faunistica di Luoping, una località della Cina sud-occidentale.

L’autore principale, professor Jun Liu della Hefei University of Technology in Cina, ha dichiarato che i ricercatori sono rimasti entusiasti, alla vista di questo embrione.

. “Non eravamo certi se l’embrione fosse stato ingoiato, quale ultimo pasto della madre, o si trattasse invece del suo piccolo, non ancora nato”, confessa Liu. “Dopo un esame più attento, però, abbiamo realizzato come erano andate le cose”.

L’embrione era all’interno della cassa toracica della madre, con il muso puntato verso l’esterno. Gli animali che vengono ingoiati si presentano in posizione contraria, con la parte anteriore del corpo rivolta verso il predatore, che inghiotte la sua preda dalla testa per aiutarla a scendere meglio in gola.

Inoltre, il piccolo rettile e la madre erano esemplari della stessa specie.

“Ulteriori analisi hanno confermato il primo caso di nati vivi negli Archosauromorpha, l’ampio gruppo che comprende, tra gli altri, uccelli, coccodrilli, dinosauri e pterosauri, e sposta all’indietro di 50 milioni di anni la prova della biologia riproduttiva di quel gruppo”, afferma Liu. “Fino alla nostra scoperta, sulla loro biologia riproduttiva non esisteva alcuna informazione antecedente il periodo Giurassico, nonostante 260 milioni di storia di questi animali”.

Il professor Chris Organ, della Montana State University, asserisce che l’analisi evolutiva ha dimostrato che questo esempio di nascita è stato associato anche alla determinazione genetica del sesso .

“Alcuni rettili attuali, come i coccodrilli, possono determinare il sesso della propria prole non necessariamente come caratteristica ereditaria, ma anche attraverso la temperatura ambientale del nido”, dice Organ. “Abbiamo scoperto che il Dinocephalosaurus, che è un lontano antenato dei coccodrilli, determinava invece il sesso dei piccoli geneticamente, come i mammiferi e gli uccelli. Questo nuovo esemplare rimette in discussione la nostra comprensione dell’evoluzione dei sistemi riproduttivi”.

Il professor Mike Bentos, dell’Università di Bristol, dichiara che l’analisi evolutiva del nuovo esemplare non ha mostrato alcun motivo che impedisse agli Archosauromorpha di evolversi, qualora non fossero stati vivipari.

Secondo lui, “questa combinazione di nascita di esseri viventi e la determinazione genetica del sesso sembra sia stata necessaria per individui come Dinocephalosaurus per essere una specie acquatica”.

“E’ una gran bella cosa fare un passo avanti così importante nella nostra comprensione dell’evoluzione di un grande gruppo grazie ad un ritrovamento in un deposito fossilifero cinese”, conclude Bentos.

La ricerca fa parte, infatti, di un’ampia collaborazione in corso tra paleontologi cinesi, statunitensi, britannici e australiani.

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