Mercoledì, 16 Marzo 2016 13:15

Grana PadanoIl presidente della Centrale del Latte: “Ci siamo imposti valori più cautelativi di quelli previsti dalla legge”. Assolatte: regolari le forme di Grana Padano in commercio.
Il giorno dopo la notizia riguardo le indagini della Procura e dei carabinieri dei Nas sulla commercializzazione di latte con tracce di aflatossine superiori ai limiti di legge (25 allevatori e 5 caseifici indagati), il presidente della Centrale del Latte, Franco Dusina, si complimenta con gli inquirenti e rivendica le garanzie offerte dai prodotti commercializzati con il logo della Leonessa. «I nostri prodotti sono assolutamente garantiti – esordisce Dusina – perché abbiamo un laboratorio interno che effettua centinaia di controlli al giorno su ogni cisterna di latte che lavoriamo. E per quanto riguarda le aflatossine ci siamo imposti valori molto più cautelativi di quelli che impone la legge». È grazie a questi rigidi protocolli che nei mesi scorsi sono risaliti a sette delle 38 stalle bresciane le quali quotidianamente forniscono alla Centrale mille quintali di latte al giorno. Segnalando loro il problema. Che è rientrato subito. È bastato cambiare l’alimentazione bovina, sostituendo il mais contaminato con altri mangimi. E le segnalazioni sono state fatte anche all’Ats (ex Asl).

«Tutte le cisterne in ingresso allo stabilimento avevano valori di aflatossina sotto i limiti – prosegue Dusina – ma se in una di queste troviamo concentrazioni anomale significa che molte stalle non hanno problemi, ma qualcuna sì. Non può e non deve passare il concetto della diluizione, che tra l’altro è vietato per legge». Dusina fa un’analogia con il caso del latte ai Pcb scoperto proprio dalla Centrale a fine 2007: «Anche in quel caso la massa di latte delle cisterne aveva valori inferiori ai limiti . Ma noi, a garanzia del consumatore, grazie ai controlli interni, siamo risaliti alle singole stalle della città e dell’hinterland dove si mungeva latte contaminato. E le abbiamo escluse dai nostri 38 conferitori». Stessi controlli vengono offerti anche su altri parametri, dalle tracce di pesticidi a quelle di medicinali. Per questo il latte di Centrale costa qualcosa in più di altri marchi: si paga la garanzia di qualità (e agli allevatori viene riconosciuto un prezzo al litro maggiore della media).

Come funziona l’autocontrollo- L’ingegner Andrea Bartolozzi, direttore della Centrale, e il responsabile dei controlli qualità Antonio Fierro entrano nei dettagli: « Noi effettuiamo circa 120mila analisi l’anno. Se il limite europeo consentito per le aflatossine è di 50 nanogrammi al litro e la soglia d’attenzione è fissata a 40 nanogrammi, per noi l’allerta scatta con valori di 35 nanogrammi, anche se iniziamo a drizzare le antenne quando abbiamo valori intorno ai 30. Questo perché noi mettiamo davanti a tutto le garanzie per il consumatore. A noi non piace fare i primi della classe ma il latte di Centrale lo bevono le mie figlie come decine di migliaia di bresciani».

In commercio non ci sono forme di Grana Padano contaminate- Sul caso interviene anche Giuseppe Ambrosi, a capo dell’omonimo caseificio nonché presidente di Assolatte: «Quando abbiamo ricevuto delle cisterne con aflatossine alte l’abbiamo segnalato alle autorità competenti». E vuole rassicurare i consumatori: «Ricordo che ad oggi non esistono in commercio forme di Grana Padano contaminate da aflatossine. Quelle lavorate con il latte incriminato sono sotto sequestro e ferme nei magazzini di pochissimi e piccoli caseifici. Verranno fatti ulteriori controlli prima che le forme ricevano il famoso marchio, rilasciato dopo almeno 10 mesi di stagionatura».

Ambrosi chiede poi più controlli sul mais e sui mangimi, l’origine di tutto il problema, e invita a ricordare che i limiti per le aflatossine negli Usa sono 10 volte superiori. Questo per evitare l’ennesima demonizzazione di un prodotto come il latte ed i latticini, «che sono sani, controllati ed elemento essenziale di una corretta alimentazione». (fonte)

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