Un’équipe di medici veterinari esperti ha collaborato con “Salviamo gli Orsi della Luna”: recuperato un plantigrado che da due anni viveva in condizioni estreme.
Ancora in team l’expertise veterinaria di Michele Capasso (SIVAE, Zoo di Napoli, Zoo delle Star e Zoo d’Abruzzo), Marco Campolo e Piero Laricchiuta (SIVASZOO e rispettivamente Zoo delle Maitine e Zoo di Napoli): il 29 maggio scorso la collaudata équipe medico-veterinaria ha portato a buon fine la complessa operazione di trasferimento di Aurora, un orso bruno che da due anni era detenuto in condizioni estreme in una pianura dell’Albania.

L’intervento- ccordinato da Laricchiuta e finanziato dall’associazione “Salviamo gli Orsi della Luna”, è stato portato a buon fine pur in presenza di fattori molto critici per l’animale, che appariva denutrito e in condizioni igienico-sanitarie molto precarie. La sedazione, gli accertamenti sanitari e infine il trasporto -verso il centro di recupero di Monaco che dal 4 giugno scorso ospita Aurora -hanno richiesto un surplus di accorgimenti clinici e procedurali per garantire il benessere di un esemplare, subito parso agli esperti veterinari in condizioni clinicamente molto critiche, oltre che di evidente incuria.

Pur nell’esperienza professionale dell’équipe medico-veterinaria- non nuova ad interventi di recupero di animali esotici e selvatici- la vicenda di Aurora ha richiesto circa tre giorni di procedure organizzative, prima per sbarcare a Durazzo con le attrezzature necessarie, poi per fronteggiare l’intervento e i rischi connessi alle condizioni di salute dell’esemplare, e infine per autorizzarne l’espatrio. Grazie a Leonardo Boccanera, trasportatore professionale, Aurora- sempre sotto attento monitoraggio veterinario- ha raggiunto la sua destinazione a Monaco, dopo complesse procedure anche burocratiche. Alla regolarizzazione dei documenti di Aurora- che non era microchippata e i cui certificati non risultavano conformi all’ingresso in territorio comunitario- hanno contribuito il ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura albanese e il Servizio Cites del Corpo forestale italiano.

Sul posto, sono intervenute anche due associazioni animaliste di Tirana, che hanno agito in stretta collaborazione con Carmen Aiello di “Salviamo gli Orsi della Luna”.

Aurora era detenuta in una piccola gabbia, come attrazione-spettacolo, all’aperto ed esposta agli agenti atmosferici in ogni stagione. Nelle sue condizioni si stima viva ancora un centinaio di orsi bruni, per questo l’intervento su Aurora segna un precedente importantissimo per i Paesi coinvolti: Italia, Germania e la stessa Albania.
Tutti gli attori del trasferimento auspicano che il caso Aurora possa perfezionarsi in un modello di intervento strutturato, perfezionabile con l’ausilio delle autorità e con azioni di sensibilizzazione e di educazione per innalzare la consapevolezza sul benessere animale a scopo di prevenzione.

Che si tratti di lavorare sul piano culturale lo dimostra anche la profonda diversità simbolica dell’orso: se Berlino ne ha fatto un emblema di nobiltà, in altri territori  come appunto quelli balcanici ed euroasiatici, l’Orso è ancora espressione della ‘vittoria’ dell’uomo su una Natura avversa e ostile. Proprio la presenza di medici veterinari esperti in animali esotici e selvatici ‘da zoo’, profondi conoscitori del benessere di questi animali, può contribuire a rovesciare il paradigma e stimolare rispetto e competenza verso l’alterità animale.

Aurora si trova in un reparto di quarantena del Centro specializzato di Monaco, dove verrà sottoposta ad indagini accurate, sia di tipo sanitario che comportamentale, prima di essere trasferita nella zona che la ospiterà in via definitiva, fatte salvi i trattamenti terapeutici e nutrizionali del caso. Il centro, in ragione della sua dotazione ed esperienza, ospità già una decina di orsi bruni.

 L’intervento della équipe veterinaria (foto “Salviamo gli Orsi della Luna”)

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