Giovedì, 12 Novembre 2015 12:15

conflitto interessiSono pubblicate sul BUR Lazio le Linee Guida regionali sulla gestione del conflitto d’interesse degli addetti al controllo ufficiale in materia di sanità veterinaria e sicurezza alimentare. A predisporle è stato un gruppo di lavoro appositamente costituito dal Commissario ad Acta Nicola Zingaretti. Le Linee guida – che si propongono come “strumento pratico”- individuano le circostanze che generano o potrebbero generare conflitti di interesse e le misure interne da adottare per prevenirli. Destinatari delle Linee Guida sono i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL; a queste ultime vengono fornite le procedure e la modulistica per assolvere l’impegno formale a dare anche evidenza documentale all’attività svolta, fra cui il modello  standard di dichiarazione di assenza – o di presenza- di conflitto di interesse.

Il conflitto di interessi, nell’ambito dei controlli ufficiali veterinari, è il medesimo disciplinato dal Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici: “la situazione in cui un interesse privato (anche non economico) interferisce, ovvero potrebbe tendenzialmente interferire, con la capacità del dipendente ad agire in conformità con gli interessi aziendali. Il conflitto può nascere anche da una promessa o da una situazione che potrebbe verificarsi in futuro. La gestione del conflitto di interessi si intreccia con le norme anticorruzione.

Esempi di conflitto di interessi. Le Linee Guida indicano alcune situazioni di incarico che configurano il conflitto di interessi. Ad esempio gli incarichi che si svolgono a favore di  soggetti nei confronti dei quali la struttura di assegnazione del dipendente ha funzioni relative al rilascio di concessioni o autorizzazioni o nullaosta o atti di assenso comunque denominati, anche in forma tacita; e inoltre a  soggetti fornitori di beni o servizi per l’amministrazione, relativamente a quei dipendenti delle strutture che partecipano a qualunque titolo all’individuazione del fornitore.

Sono inoltre esposti al conflitto di interesse gli incarichi a favore di soggetti privati che detengono rapporti di natura economica o contrattuale con l’amministrazione, in relazione alle competenze della struttura di
assegnazione del dipendente, salve le ipotesi espressamente autorizzate dalla legge; gli  incarichi che si svolgono a favore di soggetti privati che abbiano o abbiano avuto nel biennio precedente un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all’ufficio di appartenenza.

Ulteriori esempi riguardano gli incarichi che si svolgono nei confronti di soggetti verso cui la struttura di assegnazione del dipendente svolge funzioni di controllo, di vigilanza o sanzionatorie, salve le ipotesi espressamente autorizzate dalla legge; gli incarichi che per il tipo di attività o per l’oggetto possono creare nocumento all’immagine dell’amministrazione, anche in relazione al rischio di utilizzo o diffusione illeciti di informazioni di cui il dipendente è a conoscenza per ragioni di ufficio.

Le Linee guida inseriscono fra gli esempi di conflitto di interessi anche gli incarichi e le attività per le quali c’è l’incompatibilità prevista dal d.lgs. n. 39/2013 (o da altre disposizioni di legge vigenti) nonchè gli incarichi che, pur rientrando nelle ipotesi di deroga (es esercizio libero-professionale, partecipazione a convegni, collaborazione editoriale, ecc.) dall’autorizzazione di cui all’art. 53, comma 6, del d.lgs. n. 165/2001, (cumulo di impieghi e incarichi) presentano una situazione di conflitto di interesse.

In generale, tutti gli incarichi che presentano un conflitto di interesse per la natura o l’oggetto dell’incarico o che possono pregiudicare l’esercizio imparziale delle funzioni attribuite al dipendente. La valutazione operata dall’amministrazione circa la situazione di conflitto di interessi va svolta tenendo presente la qualifica, il ruolo professionale e/o la posizione professionale del dipendente, la sua posizione nell’ambito  dell’amministrazione, la competenza della struttura di assegnazione e di quella gerarchicamente superiore, le funzioni attribuite o svolte in un tempo passato ragionevolmente congruo.

Obbligo di astensione– Fra le misure e le azioni previste dalla Legge 190/2012 con finalità di prevenzione della corruzione, vi è anche l’obbligo di astenersi dalla partecipazione alle decisioni- per il responsabile
del procedimento e per i titolari degli uffici competenti –  in tutti i casi di conflitto di interessi, anche solo potenziale. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano “gravi ragioni di convenienza”.

La segnalazione del conflitto deve essere indirizzata al dirigente, il quale, esaminate le circostanze, valuta se la situazione realizza un conflitto di interesse idoneo a ledere l’imparzialità dell’agire amministrativo. Il dirigente destinatario della segnalazione deve valutare espressamente la situazione sottoposta alla sua attenzione e deve rispondere per iscritto al dipendente medesimo sollevandolo dall’incarico oppure motivando espressamente le ragioni che consentono comunque I’ espletamento dell’attività da parte di quel dipendente. Nel caso in cui sia necessario sollevare il dipendente dall’incarico esso dovrà essere affidato dal dirigente ad altro dipendente ovvero, in carenza di dipendenti professionalmente idonei, il dirigente dovrà avocare a sé ogni compito relativo a quel procedimento. Qualora il conflitto riguardi il dirigente a valutare le iniziative da assumere sarà il responsabile per la prevenzione”.

Dal marzo del 2013 Palazzo Chigi ha conferito a Nicola Zingaretti – l’incarico di Commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Lazio. Fra i primi atti, l’adozione dei Programmi Operativi 2013 – 2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro- richiamati dalle Linee Guida regionali sulla gestione del conflitto di interessi.
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Decreto del Commissario ad Acta 28 ottobre 2015, n. U00503– (Bur Lazio 5/11/2015)
Linee Guida regionali sulla gestione del conflitto d’interesse degli addetti al controllo ufficiale in materia di sanità veterinaria e sicurezza alimentare.

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