BARI – Ci si ritrova rinchiusi in una gabbia e la prima reazione è il disorientamento: dove sono, cosa succede? Poi subentra la rabbia che porta a sbattere contro le sbarre per cercare di abbatterle, alla fine ci si spegne lentamente, rintanati in un angolo buio in una morte che è non vita dalla quale difficilmente si risorge.

«La fine di un cane abbandonato è questa – spiega Daniela Fanelli presidente Enpa Bari -. Chi ci lascia il proprio cane legato al cancello del canile sanitario per andarsene in vacanza, deve capire che è una condanna a vita, che l’animale che fino al giorno prima aveva una casa e una vita, perde la sua identità rinchiuso per sempre in una gabbia. Così come se li si abbandona in campagna, una condanna a morte certa».

E per sensibilizzare contro la pratica dell’abbandono nel periodo estivo, Enpa Bari presenterà il 2 luglio presso la sala di Giunta del Comune uno spot girato all’interno del canile sanitario di Bari. Tra le promotrici della campagna anche Vladimir Luxuria.

«Abbiamo chiuso in gabbia anche il sindaco Antonio Decaro – spiega Daniela Fanelli – perchè solo dall’interno di una gabbia ci si rende conto di cosa significhi. Mentre lo scorso anno il nostro primo spot giocava un po’ con l’ironia di Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli, quest’anno abbiamo scelto scene emotivamente molto più forti. Il dramma dell’abbandono è una vera tragedia».

I numeri dei cani lasciati per convenienza sono in crescita esponenziale ogni anno, i canili e rifugi scoppiano, l’attività volontaria sempre più dolorosa. «Come nel caso del cane trovato in fin di vita a Carbonara nei giorni scorsi. Messo in un sacco e preso a bastonate. È stato trovato e ricoverato, è ancora gravissimo, ma quanta crudeltà». (R.S.)

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