confindustriaRendere più imprenditoriali i professionisti e poi delegare alle professioni ordinistiche le funzioni della PA “è una contraddizione”.
Sulla scia delle norme europee i professionisti- anche quelli regolamentati in Ordini professionali- saranno più simili alle imprese. Al tempo stesso, il Ddl sul lavoro autonomo delega il Governo ad affidare alle professioni regolamentate alcune funzioni della Pubblica Amministrazione. Per Pierangelo Albini (foto) di Confindustria si tratta di una “contraddizione” da sciogliere, per “evidenti ragioni di interesse generale, che attengono alla tutela di determinati interessi pubblici e degli assetti concorrenziali dei mercati di riferimento”.

Rimessione di atti pubblici alle professioni ordinistiche (articolo 5 del ddl) – Nella sua audizione in Commissione Lavoro (video), il rappresentante di Confindustria ha stigmatizzato la doppia considerazione riservatai ai professionisti, equiparati alle imprese nell’accesso delle agevolazioni e dall’altro destinatari di un ampliamento delle funzioni sussidiarie attribuite ai professionisti, in veste “sostitutiva” della Pubblica Amministrazione.
Ciò comporta- si legge nel testo depositato– che il tema delle professioni, specie alla luce delle peculiarità di quelle regolamentate “debba essere trattato in una sede diversa e con un approccio organico, alla luce di un’attenta analisi di impatto regolatorio e dei benchmark europei”.

In tale contesto, “è importante individuare in via preliminare i settori in cui è auspicabile una decisa deregolamentazione e la conseguente equiparazione alle imprese (anche con la possibilità di partecipare ad appalti pubblici) e quelli in cui, invece, permane l’esigenza del presidio ordinistico, a tutela di interessi pubblici”.
Nel primo caso, “andrebbero rimosse le barriere che limitano la concorrenza e creano ingiustificati oneri burocratici ed economici”. Nel secondo caso, “una volta confermata la necessità del sistema ordinistico, andrebbe riordinato l’assetto dei compiti e delle funzioni degli Ordini, eliminando o attenuando le forme di ingerenza sui comportamenti economici del professionista”.

La proposta di Confindustria è quindi  di “escludere il tema delle professioni dall’ambito di applicazione del ddl, per trattarle nel contesto di una riforma organica ad hoc”.

Il Ddl sul lavoro autonomo  è stato approvato dall’Aula del Senato, con il determinante il contributo della Commissione Lavoro, presieduta dal Sen Maurizio Sacconi. Il provvedimento è all’esame della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, dove il 10 gennaio scorso è stata ascoltata Confindustria.
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Il testo dell’audizione
A cura di Pierangelo Albini
Direttore Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano

pdfIL_TESTO_DELLAUDIZIONE_DI_CONFINDUSTRIA.pdf517.58 KB

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