Mercoledì, 28 Ottobre 2015 14:54

Bruxelles Posto che le normative in vigore «garantiscono già i più elevati standard di sicurezza», la Commissione Europea si affiderà all’EFSA.
Da Bruxelles, il commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare fa sapere che la Commissione Ue «analizzerà lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità sui possibili effetti cancerogeni della carne rossa e degli insaccati». E poi, avvalendosi anche dell’aiuto del personale dell’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, la stessa Commissione «si esprimerà in merito».

Sempre da Bruxelles, l’industria europea della lavorazione delle carni (Clitravi-Centre for the Meat Processing Industry in the European Union) respinge al mittente la tesi sul rischio cancro per l’uomo legato al consumo di carni rosse. «Esistono ampie prove scientifiche sui benefici derivanti dal consumo di carne”.
Tre i punti della critica mossa da Clitravi all’OMS: 1) è sbagliato attribuire ad un singolo fattore, il consumo di carne, la causa di un aumentato rischio cancerogeno senza considerare altri fattori come ad esempio l’età e la genetica; 2) il sistema di classificazione utilizzato dall’OMS non si basa su una valutazione del rischio ovvero sulla esposizione allo sviluppo di neoplasia delle carni; 3) tutte le autorità scientifiche e mediche raccomandano di diversificare l’alimentazione, senza escludere le carni.

Clitravi Press Release on the IARC Monograph

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