Il cane è il migliore amico dell’uomo, almeno così dicono i proverbi. Purtroppo può capitare invece che la convivenza e la condivisione degli spazi pubblici non sia sempre rosa e fiori.

Sicuramente non è “profumata” come le rose o i fiori, secondo i racconti di diversi cittadini sangavinesi, che ci hanno contattato per denunciare il problema dei “bisognini” dei cani sui marciapiedi del paese. Se per i randagi si può fare poco, diverso è il caso in cui i cani siano al guinzaglio dei padroni, per la classica passeggiata di routine.

Cani molesti o padroni maleducati?

Diversi sangavinesi denunciano il malcostume dei “padroni”, che prestano poca attenzione al compagno a quattro zampe, lasciandolo libero di defecare ovunque. Ne sono testimonianza i nostri marciapiedi, su cui occorre procedere con sguardo attento e camminata a zig-zag per non rischiare di calpestare un “ricordino”.

Anche se la legge obbliga i proprietari di cani a raccogliere le feci mediante paletta e sacchetto, non tutti rispettano queste semplici regole di convivenza e civiltà. Anche chi non viene colto sul fatto, ma viene fermato dalla Polizia locale a passeggio con il cane senza gli strumenti idonei alla pulizia, è sanzionabile con multe che vanno dai 25 a 150 euro.

Se per gli escrementi il discorso è chiaro, per quanto riguarda l’urina dei cani il discorso è sempre stato più nebuloso. Alcuni concittadini infatti ci hanno chiesto se fosse possibile consentire al proprio cane di fare pipì ovunque, anche nelle porte delle case che si affacciano sulla strada. La logica suggerirebbe un comportamento ben più civile, ma non sempre, dall’altra parte del guinzaglio, un cane trova una persona educata.

A fare chiarezza una volta per tutte è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7082 del 2015. Nel caso di una diatriba tra un residente e un possessore di cane lasciato libero di urinare nei pressi dell’uscio di una casa, la Cassazione ha sentenziato che “il proprietario deve ridurre il più possibile il rischio che i cani possano lordare i beni di proprietà di terzi quali i muri di affaccio degli stabili o i mezzi di locomozione ivi parcheggiati, mettendo in atto una attenta vigilanza sui comportamenti dell’animale: deve limitarne libertà di movimento tenendolo al guinzaglio; deve intervenire con atteggiamenti tali da farlo desistere – quantomeno nell’immediatezza – dall’azione; nell’impossibilità di vietare al cane di fare pipì è bene portarsi dietro una bottiglietta d’acqua per ripulire muri, porte e mezzi. Diversamente, si può imputare al proprietario sciatteria o imperizia nella conduzione dell’animale”.

Insomma, laddove non arriva il buonsenso di alcuni, è arrivata la Legge a dettare delle linee guida precise, che speriamo siano rispettate anche da tutti i nostri lettori.

Simone Usai

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