Per un cieco, il cane è molto più del miglior amico dell’uomo. “Il cane guida ha gli occhi che noi non possediamo. Per noi, è un alleato prezioso per superare gli ostacoli della vita di tutti i giorni”, affermano i non vedenti. Venerdì prossimo a Firenze l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uic) della Toscana, insieme alla Scuola cani guida per ciechi di Scandicci, organizza la decima Giornata nazionale del cane guida.

L’iniziativa è stata presentata ieri alle Giubbe Rosse alla presenza di Antonio Quatraro, presidente Uic Toscana e Paola Garvin, direttrice della Scuola cani guida, oltre, ovviamente, ai protagonisti dell’iniziativa: i cani-guida. In pochi sanno che questi cuccioli, prima di essere addestrati e consegnati a un cieco, devono stare un anno in famiglia. “L’Uic non finirà mai di ringraziare quelle famiglie affidatarie, spesso con bambini, che per un anno allevano questi cuccioli, pur sapendo che dovranno poi restituirli”, affermano gli organizzatori.

Lo scopo della Giornata nazionale serve proprio a far conoscere ai cittadini l’importanza che un cane guida ha per chi non vede, le leggi che tutelano l’uso di un cane guida e le opportunità di movimento che questi cani consentono alle persone con disabilità visiva. “Troppe volte i nostri soci hanno difficoltà ad entrare col loro cane in negozi, alberghi e ristorani”, spiega Quatraro.

Venerdì ci saranno incontri con i ragazzi della scuola media Dino Compagni e dell’istituto superiore Elsa Morante, alla presenza del presidente Uic Firenze Niccolò Zeppi, di alcuni istruttori della Scuola e di un utente, accompagnato dal suo fedele amico a quattro zampe. Sempre venerdì, dalle 16 alle 18, dimostrazione in piazza della Repubblica, dove si daranno appuntamento gli addestratori della Scuola, i non vedenti coi loro cani e anche le famiglie affidatarie dei cuccioli: una grande festa per avvicinare la cittadinanza ai bisogni e alle necessità dei meno fortunati.

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“Una delle conseguenze più invalidanti della minorazione visiva è la perdita della libertà di movimento – conclude Quatraro -. Il cane guida, che richiede impegno e cure continue, è certamente il biglietto da visita più bello per affermare il desiderio di libertà di chi ha perduto la vista, un docile compagno per dissolvere quella specie di nebbia derivante dall’imbarazzo di molti vedenti quando incontrano uno di noi”.

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