“DAVIDE non si sarebbe mai messo in una situazione che non avrebbe potuto gestire. Io l’ho visto dopo la tragedia e non aveva segni al collo o sul viso di morsi letali, ma a prescindere da questo non era uno sprovveduto. È morto facendo quello che amava di più, ricordatelo per il professionista che era”. Milena Cavagna, la fidanzata di Davide Lobue, educatore cinofilo di Rivoli, così scrive in un post sulla sua pagina Facebook. Per stabilire che cosa sia successo sabato pomeriggio, sarà fondamentale l’esito dell’autopsia. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Chivasso e coordinate dal pm Daniele Iavarone. Davide Lobue, 26 anni, è stato trovato da un vicino di casa già morto, ricoperto di morsi alle gambe, alle braccia e in testa. Si trovava a casa di un amico, Daniele Conte, di 28 anni — che era in Lombardia a un concerto — per occuparsi di Sid, il bull terrier che stava seguendo con lui un percorso di addestramento. È stato proprio l’abbaiare insistente del cane ad attirare l’attenzione di un ragazzo che abita lì vicino, nel condominio “Le Betulle”, a Monteu da Po. Quando i soccorsi sono arrivati, per Davide era già troppo tardi. Per fare chiarezza su quanto accaduto, la procura di Ivrea ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti.Chivasso, giovane addestratore di cani ucciso da un bull terrierOggi il medico legale Roberto Testi eseguirà l’autopsia sulla vittima. In base all’esito sarà possibile capire se il ragazzo è stato effettivamente ucciso dal cane con cui stava lavorando o se abbia invece avuto un malore e solo successivamente sia stato morso. Il bull terrier di un anno e mezzo, dopo essere stato visitato dal veterinario dell’Asl To4, è stato affidato al canile di Settimo, dove è tuttora tenuto sotto osservazione. Davide Lobue aveva passato anni ad addestrare cani e aveva convissuto con loro fin da piccolissimo. Si era iscritto al corso per educatore e istruttore cinofilo appena maggiorenne. Per diverso tempo, tra l’altro, aveva lavorato in un allevamento proprio di Bull Terrier. «Quando ti trovi un cane che volente o nolente non puoi sgridare perché rischi addirittura il morso — scriveva il ragazzo sul bull terrier che lo ha aggredito — puoi solo scegliere una strada: empatia, comprensione, lavoro, impegno». Qualità per le quali il 26enne era particolarmente apprezzato, specie nel lavoro di addestramento con razze considerate aggressive. Su Facebook, alcuni amici di Daniele hanno preso le difese di Sid. “Io so che sei innocente”, scrive Valentina. “Tranquillo, sei un amore — aggiunge un’altra ragazza — e dalle foto si vede che sei un cane amato e coccolato”.
Lo scorso 19 ottobre
è stato invece proprio il padrone di Sid a parlarne, dopo una breve vacanza. “Una delle cose migliori che ho fatto per il mio cane negli ultimi mesi è stata quella di dargli una pausa. Sid si è rigenerato mentalmente ed è cresciuto più di quanto mi aspettassi. E anche io sono cresciuto insieme a lui. Non bisogna mai dare nulla per scontato. Ho un cane che mi obbliga a mettermi in gioco ogni giorno e a riscoprire me e lui. Grazie Sid”.
 

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