Le affermazioni del delegato al bilancio del Comune di Imola, Antonio de Marco, dopo la pioggia di critiche, richiamano anche l’attenzione anche della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Secondo l’assessore, scrive l’organizzazione animalista “i cani sono oggetti di cui disporre liberamente e di cui sbarazzarsi sopprimendoli (nonostante la legge lo vieti) quando diventano di troppo. Le parole pronunciate da Antonio De Marco, assessore del Comune di Imola, fanno rabbrividire per la mancanza di sensibilità, civiltà e conoscenza delle leggi che esprimono. “Premesso che i cani in esubero si abbattono dopo un periodo di tempo che sono nel canile, premesso altresì che se una coppia adotta un bambino io gli aumento la Tari perché la famiglia aumenta di una unità, faccio fatica a pensare di dare un contributo a chi si prende un cane. Il cane si prende non per beneficienza. Il cane serve da guardia, se è bravo va a tartufi, se è piccolino fa il “pet” (personal… eccetera), quindi ti fa i cosiddetti cani da compagnia. E non farò battutacce sul sesto utilizzo”. Sono queste le testuali parole dell’assessore al bilancio del comune romagnolo in risposta alla mozione presentata da un consigliere del M5S per promuovere le adozioni dal canile comunale”. 

Ma per la Lega è “sconcertante constatare che un rappresentante della pubblica amministrazione non sappia che in Italia, a differenza di altri paesi, è vietato sopprimere i cani da ben 24 anni. Infatti, la legge n. 281 del 1991 dice espressamente che i cani ricoverati nei rifugi comunali “possono essere soppressi, unicamente con l’eutanasia, a opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità”. È altresì avvilente notare che De Marco, oltre a ignorare che “pet” è una parola inglese che significa animale domestico e non una sigla imprecisata, consideri i cani semplicemente in chiave utilitaristica: da guardia, da tartufo, da compagnia o addirittura per un ulteriore utilizzo che potrebbe essere soggetto a battutacce e che pertanto sarebbe interessante approfondire per comprendere appieno la sua visione del mondo. L’assessore evidentemente ignora che i cani, i gatti e tanti altri animali sono ormai considerati veri e propri membri della famiglia da milioni di italiani e non dei semplici strumenti”. 

“Ovviamente non si può pretendere che tutti abbiano la stessa sensibilità verso gli animali ma è doveroso che un politico – per quanto locale – conosca le leggi e mostri rispetto per chi quella sensibilità ce l’ha – continua la nota – Cosa che non è riuscito a fare nemmeno Daniele Manca, sindaco di Imola eletto con i voti del centrosinistra, minimizzando l’intervento del suo assessore e definendolo una “battuta poco felice”. Netta invece la posizione di Silvana Amati, senatrice e Responsabile PD (lo stesso partito di De Marco) del Settore Tutela e Salute Animali, che dichiara “Quanto affermato oggi dall’assessore è incompatibile con la posizione del Pd, impegnato a fianco delle associazioni animaliste per promuovere la tutela del benessere animale. E’ inaccettabile e pericoloso lasciare che con il benaltrismo si giustifichi qualsiasi tipo di involuzione culturale”. 

Infatti, sull’argomento era intervenuto anche il sindaco: “VIsto che le polemiche e gli insulti continuano… L’assessore ha pronunciato una frase infelice, ma non mi pare il caso di drammatizzarla oltre il lecito”. A scriverlo su Facebook è il primo cittadino di Imola Daniele Manca, a seguito dell’intervento in consiglio comunale dell’assessore al bilancio Antonio De Marco: Premesso che i cani in esubero si abbattono dopo un periodo di tempo che sono nel canile…”, in risposta a  una mozione del M5S di Imola che prevede un contributo economico, sotto forma di sconto fiscale a chi adotta un cane dal canile “con conseguente risparmio per il comune di Imola di circa 800/1.000 euro annui per ogni cane adottato”. 

La “Lega Nazionale per la Difesa del Cane si unisce al coro di indignazione sollevato dagli animalisti locali e nazionali per le dichiarazioni dell’assessore, così come riportato ampiamente in una nota di Piera Rosati, presidente di LNDC, al primo cittadino di Imola e auspica che vengano presi seri provvedimenti da parte del sindaco della città o dal partito di appartenenza perché l’ignoranza e l’insensibilità, quelle sì, sono brutte bestie”, conclude la Lega. 

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