Achille è stato «scaricato» nella pensione del rifugio di Moncalieri tre anni fa. Doveva rimanerci giusto un paio di settimane, ma i suoi proprietari non sono mai più tornati a riprenderselo. A nulla sono servite le chiamate per sollecitare il ritiro del meticcio di otto anni: il cane sta ancora aspettando invano il ritorno dei suoi padroni dietro alle sbarre del box. «Abbiamo anche inviato una lettera alla famiglia scritta dal nostro legale – dice Luciano De Maio, il responsabile del rifugio di Moncalieri – ma senza successo. In questi anni abbiamo speso 10 mila euro di cure veterinarie, perché la salute del cane si è aggravata: è stato operato sei volte». 

Casi isolati?  

La storia di Achille non è un caso isolato. A Moncalieri altri quattro meticci condividono il suo stesso destino: abbandonati dalla famiglia in pensione, anziché in strada. Mozart, ad esempio, è stato dimenticato qui da un paio di anni: «Ma anche con lui abbiamo gettato la spugna nel tentativo di rintracciare i padroni», prosegue De Maio. Al canile Croce Blu di Piossasco, Simba è stata lasciata quattro anni fa. «Adesso di lei ce ne occupiamo noi – dice la volontaria Antonella Olivieri – perché non è un quattro zampe facile da gestire e neppure da dare in adozione». 

Come Jerry, un meticcio che vive al rifugio di Cavour da tre anni. Anna, la sua ex proprietaria, l’aveva portato lì nel mese di agosto del 2013. Poi al canile non si è più fatta viva. «Abbiamo scoperto che si era trasferita, ma in questi anni non siamo mai riusciti a rintracciarla – racconta Davino Fazia, responsabile del rifugio di Cavour -. Il problema è che Jerry ha un carattere un po’ agitato, e spesso le persone preferiscono adottarne altri. Una cosa è certa: se lui non era amato, è meglio che rimanga con noi». Queste storie raccontano un nuovo modo di abbandonare gli animali, non pericoloso rispetto a chi li lega al guardrail dell’autostrada, ma si tratta pur sempre di un abbandono «perseguibile civilmente e penalmente – spiega Bravi, responsabile Enpa di Torino -. Penalmente per l’abbandono, e civilmente per il mancato pagamento della pensione. Per tutelarsi, quello che si deve fare è contrattualizzare la permanenza di Fido in pensione». 

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